Alice Bown: “Qualità e storie, così il vino italiano conquista i consumatori in Belgio”

Da oltre dieci anni Alice Bown e la sua agenzia in Belgio lavorano con profonda competenza come PR in contesti locali e internazionali legati al mondo del vino, del food e dei brand d’eccellenza. “Wine Lady of the Year 2021 Belgium”, la Bown è una professionista che gode di importante considerazione nel proprio Paese e per questo motivo abbiamo deciso di sceglierla come interlocutrice per un nuovo episodio di “Vini & Mercati”, la rubrica che Enora dedica ai mercati enologici internazionali e al loro rapporto con i vini italiani. Ecco cosa ci ha raccontato in questa piacevole intervista…

Quali sono le caratteristiche che rendono i vini italiani tra i più apprezzati in Belgio?

In linea generale lo stile di vita italiano esercita una grande attrazione sui consumatori belgi. Amiamo il vostro paese, la sua storia, la sua cultura e ovviamente la sua gastronomia e i suoi vini. La varietà dei vini italiani, dalla Sicilia alla Puglia, dalla Toscana al Veneto e fino al Friuli e al Piemonte naturalmente, la varietà dei vitigni autoctoni, il talento dei vostri viticoltori e ovviamente delle viticoltrici. L’Italia del vino ha davvero tante risorse in grado di soddisfarci. E molti degli italiani che vivono in Belgio o i belgi che hanno una seconda casa – e a volte anche vigneti – in Italia ce lo ricordano spesso.

Potresti dire che i belgi sono turisti del vino? E se sì, quali regioni scelgono di visitare?

Direi che hanno tutto… per diventare enoturisti. Amano (ri)scoprire l’Italia. Le opportunità offerte dagli agriturismi, le case vacanza nel mezzo dei vigneti… c’è molto tra cui scegliere. Credo che ogni singolo vigneto valga una piccola visita dedicata. Ho avuto l’opportunità di organizzare alcune degustazioni di vini dell’Emilia Romagna in Belgio e i viticoltori mi hanno parlato delle loro produzioni con talmente tanta passione da rendermi impaziente di poter andare a visitare i siti di produzione personalmente. Sogno di tornare presto a Montepulciano in Toscana per rivedere un caro amico viticoltore belga che vive lì. E spero di avere presto la possibilità di visitare il Piemonte e degustare il Barbera d’Asti direttamente nei luoghi di coltivazione e vinificazione.

Più facile, con la consulenza Enora

Il mondo parla inglese, ma sogna italiano. Per chi lavora con un simbolo del made in Italy come il vino, le opportunità per conquistare nuovi mercati sono tutte da cogliere. Enora propone consulenze profilate per cantine e consorzi che desiderano esportare i propri vini.

Che tipo di pubblico partecipa agli eventi o alle Master Class dedicate al vino e cosa si aspetta da quel tipo di contesto?

Ci assicuriamo di segmentare i nostri pubblici al meglio in modo che i professionisti possano incontrarsi fra loro, che gli importatori abbiamo l’occasione di fare scoperte inaspettate, che la stampa abbia l’opportunità di incontrare i viticoltori in completa riservatezza e prendersi il tempo necessario per scoprire e assaggiare i vini in loro compagnia. Più di tutto è necessario sapere come anticipare le aspettative e adattarsi alle disposizioni, specialmente in un contesto come quello attuale, per fare in modo che professionalità e spirito amichevole vadano di pari passo. Il vino deve più che mai creare comunità ed evocare il piacere di vivere. Questo è il motivo per cui mi piace sorprendere quando scelgo il luogo per un evento, a volte in mezzo alla natura o in un posto sconosciuto. Adoro immaginare concept originali, non mi spaventa ridefinire le abitudini acquisite.

Dal tuo punto di vista, come si stanno evolvendo consumo e conoscenza del vino in Belgio?

Quello che colpisce è che sempre più adulti sono interessati al vino. Si iscrivono a corsi serali, frequentano eventi dedicati al trade ed eventi in genere, seguono corsi online, utilizzano app formative. Sono anche disposti a spendere di più per bere meglio. Sono maggiormente interessati ai vini biologici e ai produttori che hanno storie peculiari da raccontare. Ma c’è ancora molto lavoro da fare e questa è la parte migliore. Sono attenti a cosa bevono, il “meno, ma migliore” è un ritornello che sentiamo sempre più spesso.

Hai idee o aspettative per il futuro?

Il vino ha la vocazione di unire le persone, di celebrare la vita. E quando torneremo alla nostra vita di sempre sono convinta che la ricerca del vero e dell’autentico sarà ancora più forte e i grandi vini avranno un posto speciale. I consumatori vorranno anche imparare di più divertendosi e visitando… e l’Italia è vicina. Sono pronta a scommettere che molti belgi ci andranno il prima possibile.